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L'Angolo della Poesia... by Stefano
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L’H IN FUGA
In un paese piccolissimo
viveva una lettera dell’alfabeto:
questa era la lettera h,
ma non era sola,
difatti era una lettera in fuga
perché nessuno la voleva osservare.
Questa lettera
difatti
ha la possibilità
di avere
tutti i nomi che vuole,
ad esempio
ha la possibilità
di avere l’elenco
di tutti i nomi quali:
hangar
hamburger
habitat
holliwood
hagghiacciante
eccetera.
Oppure …
oppure …
ma non dilunghiamoci troppo sui particolari.
Secondo me
questa lettera dell’alfabeto
è un pò troppo viziata
e bisogna nominarla poche volte
se no
salterebbe fuori così:
verbo havere,
pronome havere.
(ANNO 2000)
 
Ultimamente mi sento
assolutamente cambiato,
perchè sto crescendo
e non sono più un bambino.
Sono cresciuto
sia di testa che di corpo e di anima.
Tutta la parte di me è cambiata:
il corpo, la mano, l’anima.
Io
ho fatto apposta l’intervento
per stare più dritto con il corpo,
ma soprattutto più dritto con la schiena.
Provavo paura, angoscia e infelicità
perché non sapevo cosa mi aspettava
e provavo in maggior parte dei casi
dolore fisico, e preoccupazione per i gessi
e non potevo muovermi.
Col passare del tempo
tutto se ne andò
e adesso sono tornato alla normalità:
ho ripreso la scuola volentieri,
ho incominciato ad andare a Brescia, ecc…
Mi sento anche più movimentato
e più sciolto nei movimenti.
Questa operazione
mi ha modificato non solo nel corpo,
ma anche nell’anima,
perché sono più disponibile verso gli altri,
e sono felice
perché ho ripreso l’attività
che prima non riuscivo a svolgere.
(ANNO 2000)
 
OH SANTA LUCIA,
tu sei grande
e sei interpretata da una bambina dell’oratorio.
Santa Lucia tu luccichi nel cielo stellato
e ci porti tanta armonia.
Santa Lucia non sei bella
ma bellissima.
Tu porti pace nel mondo,
tu porti regali ai bambini buoni
e carbone finto.
Santa Lucia una Santa gioisosa e ricca,
Santa Lucia buona e luminosa.
Santa Lucia, la Santa cara.
Santa Lucia mi porti tanta allegria
che io sono felice di averti sognato accanto a me.
Io so che ami tutti i bambini di ogni stato.
(DICEMBRE 1996)
 
UN GIORNO IN CAMPAGNA
Un giorno felice,
pieno di fiori.
Ci sono fiori felici
da accarezzare,
quando si è felici
del tutto cambiamento.
Rose gialle significa un cuore buono,
e c’è speranza,
una misera speranza,
una che non si ferma mai,
fa le coste,
va su e giù,
si diverte,
e in più esulta felicemente,
 i fiori pieni di margherite
soffrono come un prato felice.
Rose, rosse, bianche
di diversi colori,
soffiano
e qualche volta cantano
insieme al cielo felice,
soffia come una rosa appena nata,
cresce diventa grande
e poi appassiscono le foglie gialle chiare.
Poi riprendono vita e vivono.
(ANNO 1997)
 

LETTERINA A SANTA LUCIA
Carissima Santa Lucia,
in questo periodo
hai già fatto molto per me
e ti ringrazio,
però vorrei che mi accontentassi
in un desiderio molto importante
e fondamentale nella mia felicità.
Quello di avere più conforto
e armonia delle persone in generale,
ma soprattutto in questi giorni
che mi viene il mestolino
vorrei passare un pomeriggio
di qualche oretta nullafacente
con la luce dei miei sorrisi C.!
Altri regali non ne vorrei.!!!
Grazie mille.
Un salutone Stefano.
P.S. Vorrei Renato Zero
quando avrai un pò di soldini.
(ANNO 2005)

LA NOTTE E’ PASSATA
La notte buia e splendente
fa cader giù il sole,
nessuno mi crede,
e spera con il fiato
e una notte con il fiato sospeso,
nessun fungo può passar via,
niente notte
niente giorno e disperazione
niente cadrà da la su,
la notte passa in fretta,
con il sole che viene.
(ANNO 1996)

IL CAPRICORNO SOTTO LA NEVE
Un bambino era contento
per la sua immaginazione,
giocava,
si sdraiava
e si divertiva.
Il sole c’era
ma al bambino
non gli piaceva stare fuori,
il sole calava lentamente,
e non c’era più da stupirsi.
Da solo non ce la faceva,
lo aiutarono a tirar via,
ma poi pensavano
attentamente
cosa potevano fare.
Ma poi succede un …
per chi non è stato attento
pensa subito di aiutarlo.
A quel punto dei fuochi
sparavano addosso a casa mia,
ma poi capii
che non c’erano problemi,
mi spaventai di colpo,
ma dopo capii subito
che era solo un sogno,
senza girarmi
pensai
di sparare col fucile
ad un uccellino.
Ritornai dentro,
preparavo
tre o quattro pallottole,
e sparai
a colpi forti
a tanti uccellini.
(ANNO 1996)